Era stato accusato di violenza sessuale ai danni di A.N. una minore, figlia di un amico di famiglia. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, Pietro Indinnimeo ha assolto la guardia giurata A.G. perché il fatto non sussiste. La guardia giurata difesa da dagli avvocati Angelo Mancino (studio legale Tedesco) e da Sandro Amato, aveva a suo carico le ipotesi di accusa di violenza sessuale, pornografia minorile.

A seguito della denuncia da parte della vittima, A.G. era stato ristretto agli arresti domiciliari e fino ad oggi ha sempre proclamato la sua innocenza. I difensori dell’imputato hanno compiuto indagini difensive consistite nell’audizione di alcune persone informate sui fatti che hanno smentito le accuse della persona offesa.

Gli accertamenti compiuti sul telefono cellulare dell’imputato dal consulente tecnico del Pubblico Ministero hanno escluso la presenza nella memoria dello stesso di materiale pornografico e di contatti telefonici con la minore. Anche le indagini compiute dalla Polizia Postale, disposte dal Giudice dell’Udienza Preliminare,  Pietro Indinnimeo, hanno rivelato che dopo la presentazione della querela nei confronti dell’imputato, il telefono cellulare della persona offesa è stato utilizzato quotidianamente e ad alta intensità tanto da pregiudicarne l’integrità dei dati in esso contenuti, contrariamente a quanto asserito dalla parte civile, difesa dall’avvocato Giusi Caliendo, che aveva sostenuto che il telefono cellulare, dopo la presentazione della denuncia, non era stato più utilizzato.   

Il verdetto assolutorio, accolto con grande soddisfazione dall’imputato A.G. e dai suoi difensori,  ha sancito l’infondatezza dell’accusa infamante formulata a carico dell’imputato che per oltre sette mesi è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Pina Ferro