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«Scendete e andate a piedi!»

Ma poveri asini. Mettetevi nei loro panni. Anzi no, meglio nei loro zoccoli. Ogni giorno, da tempo immemore trasportano persone, di qualunque peso, dal porto di Santorini, la bellissima isola greca delle Cicladi, al principale centro abitato, 400 metri sopra il livello del mare. E con 17 mila turisti che d’estate, ogni giorno, sbarcano dalle navi da crociera, diciamo che i muli fanno davvero una vitaccia.

E se ci sono persone che non salirebbero mai in groppa ad un asino, specie se destinato a sfiancarsi sui gradini di una salita infinita, sotto il sole a picco, c’è da dire, che sono molte più di quelle che fanno la scelta opposta.

E’ per questo che un gruppo di attivisti insieme ad altri operatori del settore, e col sostegno del sindaco dell’isola Nikos Zorzos, hanno dato vita ad un’iniziativa per sensibilizzare viaggiatori e turisti che non è necessario continuare questa antica e insensata tradizione che mette a dura prova il fisico degli animali.

“In Their Hooves”, “Nei loro zoccoli”, è il nome della protesta che chiede lo stop dello sfruttamento di queste povere bestie e che al grido di “Scendete e andate a piedi!”, vuole combattere e opporsi all’utilizzo degli asini come taxi da migliaia e migliaia di turisti. 

Da tempo, gli animalisti si ribellano e a quanto pare le proteste stanno finalmente dando dei frutti. Già l’estate scorsa, oltre 180 mila persone avevano firmato una petizione online  per condannare una “tortura inutile e sciocca, inflitta da gente che pensa di fare una “vera esperienza greca”. E l’amministrazione aveva già vietato ai turisti in sovrappeso di salirci sopra, stabilendo che l’asino non può trasportare più di un quintale di peso. Inoltre, se proprio non si vuole fare a piedi la strada, esiste una comoda funivia a cinque cabine. Le alternative, insomma, non mancano.

Quest’anno, in ogni caso, si torna alla carica: saranno imposte regole più severe con orari e carico fissati, non sarà più consentito ai proprietari frustare i somari pena sanzioni molto pesanti. E, inoltre gli asini dovranno essere tenuti all’ombra durante le pause e fatti bere con più regolarità. La campagna mira ovviamente a colpire la sensibilità dei turisti, incoraggiandoli a fare una scelta più consapevole e contare fino a 10, prima di usare un mulo come taxi, per salire i 520 ripidi scalini dal porto di Fira fino in cima.

La responsabile europea del Progetto “The Donkey Sanctuary”, spera che «i visitatori siano in grado di prendere la decisione giusta. Continueremo a lavorare con le autorità greche al fine di fornire un aiuto ai proprietari degli asini affinché migliorino le condizioni di vita degli animali sull’isola. E abbiamo realizzato un video che sarà mostrato a bordo dei traghetti che portano i turisti a Santorini allo scopo di sensibilizzarli»

Le navi da crociera, infatti, hanno aderito compatte alla campagna e chiederanno ai loro ospiti di usare i servizi in modo responsabile. Inoltre, le compagnie hanno anche acconsentito a limitare il numero di passeggeri che sbarcano dalle gigantesche navi da crociera ogni giorno sull’isola. Il provvedimento inizierà a essere applicato quest’anno, quando non più di 8.000 persone, nel corso della giornata, potranno scendere a terra. 

Ma lo sfruttamento degli animali per esigenze turistiche, non è certo una novità. È una pratica molto estesa sfortunatamente ovunque. Nei paesi arabi per pochi soldi si possono cavalcare cammelli e dromedari, mentre in Thailandia, è possibile toccare e fotografare felini e primati tenuti rigorosamente a catena. Ancora, in Cina ci sono i “cani da soma”, o i “taxi dog”, costretti a trainare carrozze per portare a spasso i turisti. Le povere bestie, spesso agghindate come se fossero alberi di Natale, vengono legate in più parti del corpo da un equipaggiamento scomodo e inadatto che causa sanguinamento e dolore. 

Ma non solo: altri esempi sono il Tempio delle Tigri o Tiger Temple in Thailandia, che specula sui soldi che i turisti pagano, convinti che servano per rieducare e reintrodurre nel loro ambiente questi meravigliosi felini, ma che da una ricerca risulterebbe che dal 1999 ad oggi non sia mai stata reintrodotta in libertà una sola tigre.Altra realtà con animali selvatici impiegati nel settore turistico, è quella degli elephants camps della Thailandia, dove gli animali, oltre alla sofferenza fisica prodotta dalle condizioni di vita devono subire i trattamenti disumani praticati durante gli addestramenti.

Insomma, i turisti possono avere un ruolo decisivo nel benessere animale, evitando di comprare pacchetti viaggio in cui siano presenti attività dannose per gli animali, preferendo un prodotto eco-sostenibile. Ma essere informati è fondamentale.


Fonte: vanityfair.it

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