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Salvini minacciato di morte da ex terrorista rosso. Ma Facebook stavolta non censura

Roma, 12 lug – Dopo i proiettili in busta, per il ministro dell’Interno Matteo Salvini arrivano anche le minacce dirette da parte degli ex terroristi rossi. Minacce di morte su Facebook, per la precisione, per cui nessuno si straccerà le vesti e per le quali nessuno chiederà la chiusura dell’account – come invece sta succedendo proprio al vicepremier in queste ore.

E così ieri Enrico Galmozzi, ex terrorista tra i fondatori di Prima Linea con Enrico Baglioni, Sergio D’Elia, Roberto Rosso e Sergio Segio, ha commentato così la notizia della busta con proiettile recapitata al leader del Carroccio: “Giù la testa, coglione. Non fare il cinema che ti va di culo: una volta invece di spedirli li consegnavamo di persona…”.

Nonostante le segnalazioni fioccate a decine (come testimoniato da tutti i commenti dei sostenitori di Salvini accorsi a commentare inferociti sotto il post dell’ex terrorista), nonostante la gravissima minaccia a un’alta carica dello Stato rivolta da un pluricondannato per omicidio, il messaggio e il profilo sono ancora lì: a testimonianza del fatto che la famosa stretta censoria della piattaforma contro l’odio online gira solo verso destra. Ricordiamo che Galmozzi si macchiò degli omicidi del consigliere Msi Enrico Pedenovi nel 1976 e dell’agente di sorveglianza Giuseppe Ciotta nel 1977. Recentemente aveva difeso Cesare Battisti puntando il dito contro la “forsennata caccia a Cesare da parte di tutte le forze di polizia brasiliane. Chiunque in questo duello fra una imponente macchina da guerra e un uomo solo in fuga non parteggi per l’uomo in fuga è una merda”, aveva affermato.

Le reazioni

La reazione del ministro dell’interno alle minacce di Galmozzi non si è fatta attendere: “Terrorista rosso, condannato per omicidio, oggi mi insulta e minaccia… Strano Paese l’Italia”, ha scritto su Facebook. Più dura è stata la reazione di Potito Perruggini, il nipote di Giuseppe Ciotta, che ha così dichiarato ad AdnKronos: “Se un killer si sente libero e forte di poter fare certe affermazioni pubblicamente chissà cosa si sta cospirando dietro certe porte contro lo Stato italiano”, ha spiegato chiedendosi se “Dobbiamo aspettare il morto”. Perruggini ha puntato il dito contro chi dovrebbe controllare i social media: “Quanto sono forti le reti di protezione di questi terroristi tanto che i loro profili Facebook non vengono neanche sospesi? – si chiede – dove sono i giudici di sorveglianza per l’esecuzione della pena? Cosa fanno?” . E poi conclude, senza avere dubbi, dichiarando che “Dovendo scegliere tra i supporter (terroristi, no global e altri) che strumentalizzano gli immigrati per ricattare il governo e il ministro non posso che orgogliosamente schierarmi con Salvini che mette al primo posto la sicurezza e la tutela dei confini”.

Cristina Gauri

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Fonte: ilprimatonazionale

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One comment

  1. Giuseppe Leggieri

    Balle…ma lo avete letto il post?

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