Home / Cronaca Nazionale / "Questi lo vogliono morto"Feltri fa nomi e cognomi,giustizia-vergogna / Guarda

"Questi lo vogliono morto"Feltri fa nomi e cognomi,giustizia-vergogna / Guarda

Vittorio Feltri: "Assurdo condannare Mauro Moretti per il disastro ferroviario di Viareggio"

Dieci anni orsono a Viareggio accadde un impressionante incidente ferroviario in cui trovarono morte orrenda varie persone. Ovvio che la magistratura avesse subito aperto una inchiesta per accertare eventuali responsabilità. Si arrivò al processo di primo grado e l’ ex amministratore delegato FS, Mauro Moretti, fu condannato a sette anni di prigione. Perché? Non l’ abbiamo mai capito. Che c’ entra il massimo dirigente di una impresa nazionale se un treno provoca un disastro in periferia? Si dà il caso che costui non sia un macchinista benché guidasse la complessa rete dei convogli italiani, compresi quelli dell’ Alta Velocità, da egli stesso creati con competenza e diremmo maestria. Infliggergli la galera per una sciagura avvenuta in Toscana, mentre l’ ingegnere operava ad alto livello organizzativo stando a Roma, ci sembra insensato per usare un termine gentile. Sarebbe come prendersela con il capo dell’ azienda tranviaria milanese se un autobus va fuori strada e fa secchi alcuni passeggeri. Mah.

Comunque a distanza di dieci anni dal massacro viareggino, si è giunti al processo d’ appello e ancora una volta il pm indica nell’ ingegner Moretti l’ uomo da punire. Noi non possiamo entrare nei dettagli tecnici della vicenda, ma sottolineiamo che l’ imputato eccellente ha rinunciato (secondo noi sbagliando, conoscendo la giustizia patria) alla prescrizione di cui avrebbe avuto diritto, per rispetto delle vittime e nella consapevolezza di essere innocente. Non è roba da poco.

Noi col cavolo avremmo fatto a meno di invocare la succitata prescrizione. Moretti invece si è comportato da vero signore e affronta il giudizio (o il pregiudizio) delle toghe. Giù il cappello.

Ci piacerebbe sapere per quale arcano motivo un dirigente specchiato e nobile quale il vecchio ad di Trenitalia venga perseguitato in tal guisa. Egli è stato l’ artefice di Frecciarossa, che ha posto la nostra Patria sullo stesso piano dei Paesi più evoluti d’ Europa nel campo dei trasporti celeri, e ha dimostrato nella sua carriera di essere un fuoriclasse, eppure viene trattato quale criminale. Siamo scandalizzati. Ci auguriamo che la Corte d’ Appello, allorché sarà chiamata a emettere la sentenza, si renda conto di avere di fronte non un delinquente bensì a un servitore dello Stato degno non soltanto di rispetto, ma anche di lode ed eviti di castigarlo ingiustamente.

di Vittorio Feltri


Fonte: liberoquotidiano

About admin

Leave a Reply