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“Parmesan cheese”: su internet impazza il falso cibo italiano

Roma, 12 feb – “Vino spumante extra dry Shah mat, prosecco”. Oppure “lomoni (sì, lomoni ndr) del Gargano biologici”. O ancora “prosciutto Parma schinker”. Per non parlare del “Parmesan Cheese”. Il made in Italy agroalimentare è sempre più sotto attacco dai contraffattori di tutto il mondo. Il report 2018 dell’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole) getta un altro campanello di allarme su quella che è vera e propria pirateria (spesso tramite il web) verso i prodotti alimentari italiani di qualità. Falso cibo italiano a portata di click.

Cibo e vino italiani falsi su internet

Dop e Igp, prima di tutto che raggruppano ben 863 prodotti nazionali riconosciuti dalla UE, più della metà legati alle produzioni vinicole. ICQRF, che opera sulle piattaforme di ebay, Alibaba e Amazon come soggetto legittimato a difendere il “nome” delle Indicazioni Geografiche italiane, ha scovato un gran numero di annunci ingannevoli e/o evocativi di prodotti di eccellenza nazionali. Solo nel 2018, il cui report è stato reso pubblico in questi giorni, gli interventi sul web e fuori d’Italia sono stati 561: esattamente 139 prodotti in vendita sul market place eBay, 16 quelli su Amazon e 22 su Alibaba, 148 casi hanno riguardato prodotti agroalimentari in vendita su altri service provider, 236 prodotti vitivinicoli in vendita sul web e in locali pubblici.

Tra i prodotti più bersagliati dai tarocchi, l’amarone della Valpolicella (160 casi), il prosciutto di Parma (112) e il prosecco (52). In 177 casi è arrivato il blocco alle vendite sulle piattaforme web. Nell’ultimo quadriennio, ICQRF ha operato ben 2763 interventi all’estero e sul web, compresi, come detto, gli interventi sulle tre più grandi piattaforme web del mondo: Alibaba, Ebay e Amazon. Numeri decisamente importanti, se si considera che toccano solo le eccellenze della produzione agroalimentare nazionale.

Il resto d’Europa copia l’Italia

Da dove provengono le proposte di prodotti tarocchi? Per il cibo, prima di tutto, dai paesi europei. Regno Unito, Polonia, Germania, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Svezia, Ungheria, Cipro, Svizzera, Danimarca, Estonia, Francia e Spagna: è tutta una gara a contraffare Prosciutto di Parma, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Mortadella di Bologna, Aceto balsamico di Modena e chi più ne ha, più ne metta. Se si passa al settore vitivinicolo, i maggiori problemi arrivano da Canada, Regno Unito, Usa, Irlanda, Paesi Bassi, Bulgaria, Croazia e Moldavia.

Secondo Coldiretti, il valore complessivo del falso made in Italy agroalimentare è superiore ai 100 miliardi di euro e nel corso degli ultimi dieci anni è cresciuto del 70 per cento proprio per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, richiami, colori, località, immagini e denominazioni che riportano all’Italia, per vendere alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale. Chiamiamola con il suo vero nome: guerra commerciale. Illegale.

Fabrizio Vincenti

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Fonte: ilprimatonazionale

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One comment

  1. Ventesimo Secolo🇮🇹

    Forse agli italiani converrà esportare cibo italiano falso…va più di quello vero.

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