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Parking Fara, la Procura indaga per presunto abuso edilizio e paesaggistico

Un piccolo passo – lo definiscono gli inquirenti – ma comunque significativo. Lo scorso novembre il pubblico ministero Giancarlo Mancusi aveva aperto un fascicolo sull’iter di realizzazione del parcheggio alla Fara di Città Alta. Un fascicolo esplorativo – a modello 45, senza ipotesi di reato – dopo l’esposto presentato dal comitato ‘NoParkingFara’ il 12 ottobre 2018 (guarda qui).

Al centro del fascicolo l’asserita mancata redazione della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) necessaria e vincolante – secondo il Comitato – per l’inizio dei lavori di realizzazione del parcheggio multipiano da 469 posti auto. Oltre che in Procura, l’esposto era stato inviato anche ai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, alla Soprintendenza, alla Regione, al Comune e all’Autorità anticorruzione.

Ora, lo stesso fascicolo, rimasto a carico di ignoti (in un procedimento tanto lungo e complesso non è immediato capire chi abbia eventualmente omesso qualcosa con dolo o per colpa), contempla due ipotesi di reato: abuso paesaggistico ed edilizio.

La Procura ha infatti dato mandato agli uomini della Polizia Giudiziaria di recarsi in Comune per prelevare tutta una serie di documenti. Una ventina di faldoni in tutto, contenenti informazioni sulla vasta pratica del parking. Dalle primissime attività autorizzative (per studiare la genesi del progetto, che risale all’alba degli anni duemila) al più recente progetto esecutivo in variante del 2016 che ha portato all’apertura del cantiere. Un quadro che gli inquirenti considerano utile a chiarire il nocciolo della vicenda: l’assoggettabilità o meno del progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale. E, nel caso, comprendere se ci siano state altre violazioni nell’utilizzo degli strumenti urbanistici e paesaggistici.

Oltre agli antagonisti NoParking anche la Regione aveva preso posizione, protocollando e inviando al Comune due missive nel giro di un mese, nelle quali i tecnici del Pirellone indicavano un “omissis” nell’iter autorizzativo sull’area dell’ex Faunistico. La linea di Palafrizzoni, tuttavia, non è mai cambiata di una virgola: “Secondo il decreto 2006 – ha replicato l’amministrazione – la procedura non è necessaria per parcheggi con capienza inferiore ai 500 posti”. Inoltre “il progetto definitivo è ancora quello approvato nel 2003, quando la Via non era affatto prevista”. Secondo il Comune, la Valutazione non sarebbe necessaria anche prendendo in considerazione la normativa del 2015 (che assoggetta a VIA i parcheggi da 250 posti in su in zone di interesse storico e paesaggistico): “Il progetto rimane approvato nel 2003 e la variante del 2016 non è di tipo architettonico. Non varia quindi il progetto architettonico dell’opera, ma strutturale, rispetto al cantiere e alla messa in sicurezza di tutta l’area”. Tutte valutazione che la Procura mira ovviamente a chiarire, per fare luce sulle norme e la loro applicabilità.

“Gli accertamenti dopo un esposto sono doverosi” commenta l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Brembilla, che si definisce “tranquillo” rispetto all’indagine. “Abbiamo chiarito per ben due volte alla Regione la nostra posizione, e c’è anche una risposta all’interpellanza dei Cinque Stelle discussa alla Camera che ci dà ragione” ricorda (leggi qui). “Quella sulla Via – conclude l’assessore – è stata una valutazione corale, presa con l’ausilio di tecnici e legali”.

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Fonte: bergamonews.it

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