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Maturità 2019, l’esame delle tre buste che non piace ai ragazzi

In rete i commenti e i meme si sono sprecati. Le tre buste all’orale dell’esame di maturità hanno suscitato ogni tipo di ilarità e di riferimento a quiz televisivo modello Mike Bongiorno («La uno, la due o la tre?»). Oggi quelle tre buste sono la realtà di migliaia di studenti. Le commissioni le stanno preparando e i primi maturandi si presentano questa settimana all’orale della nuova maturità.

Fino all’anno scorso si partiva da una comfort zone, la tesina. Gli studenti se l’erano preparata seguendo gusto personale e materie di studio, già dentro poteva avere i collegamenti, dalla materia di partenza principale, a tutte le altre possibili.

Stabiliva una sorta di percorso che, se tutto andava bene, era quasi obbligato e che, in generale, faceva restare su un binario che almeno a grandi linee era noto.

Le buste, almeno secondo la maggior parte dei maturandi, no. Per le nuove prove scritte ci sono stati test e simulazioni l’anno. Per questo nuovo orale invece non si è fatto a parere di molti ragazzi che bocciano la novità voluta dal ministro Bussetti.

L’esame orale dovrebbe durare circa 45 minuti e accertare, oltre alle materie di studio (questo ha minor spazio perché è già più alto in partenza il punteggio per i risultati ottenuti nell’ultimo triennio, da 25 a 40 punti su 100) anche la capacità di collegare gli argomenti e di ragionare. Tutto fatto all’impronta, non preparato in anticipo come era la tesina.

Qui invece adesso lo studente sceglie una busta dove dovrebbe esserci un riferimento, anche solo una parola o un’immagine. Basta il disegno di una banconota per parlare dell’Euro, dell’Unione Europea, di Brexit, di storia e di economia. Non ci saranno domande, ma documenti: ritagli di giornale, testi in prosa o poesia, grafici, tabelle, foto di monumenti. Gli argomenti devono essere direttamente collegati a quanto svolto durante l’anno scolastico e presentato nel programma dai docenti.

Per ogni classe la commissione deve preparare tante buste quanti sono gli studenti più due, di modo che anche l’ultimo degli interrogati abbia la possibilità di scegliere fra tre argomenti. Non è possibile riproporre argomenti già estratti in un’altra busta.

Durante il colloquio ci sarà la discussione dei risultati delle prove scritte, come è sempre stato, il punto dell’alternanza scuola-lavoro, con una breve relazione, e dell’esperienza fatta e una domanda, temutissima, a tema educazione civica che viene chiamata Cittadinanza e Costituzione.

L’orale costituisce un quinto del voto, fino a 20 punti su 100, come le due prove scritte. Se la commissione lo considera opportuno può aggiungere fino  5 punti, se il candidato ha un credito scolastico di almeno 30 punti e ha avuto almeno 50 punti complessivamente nelle prove.

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Fonte: vanityfair.it

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