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L'ipocrisia degli anti-Salvini Vaticano, Padre Pio e soldi: gli affari segreti della Chiesa

Vaticano e Papa Francesco fanno solo affari, l'ipocrisia degli anti-Salvini

Strano il nostro Paese: si professa cattolico e poi attacca i gesti di fede di un vicepremier che stringe un rosario tra le mani e ogni giorno chiede aiuto a Padre Pio «perché ne ho bisogno per il lavoro che faccio». Matteo Salvini fa bene a fregarsene della Cei perché «la vita è una lotta dalla quale non possiamo ritirarci», come dichiarò il frate di Pietrelcina. Sono stata a San Giovanni Rotondo, 30 mila abitanti, in provincia di Foggia, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo e in questi giorni in attesa del responso delle comunali: chi legge queste pagine ormai sa chi ha vinto al ballottaggio di ieri fra Giuseppe Mangiacotti, alla guida la coalizione di centrodestra spinta dai 1632 voti della Lega, e Michele Crisetti in cerca della rimonta con il centrosinistra.

Ogni anno qui arrivano 6 milioni di fedeli per venerare le spoglie di Padre Pio, il santo più amato dagli italiani davanti a Sant’ Antonio e a San Francesco. Al frate cappuccino per dire messa e pregare bastava la chiesina di Santa Maria delle Grazie, poi ampliata a santuario nel 1959. La sua morte nel 1968 fu l’ inizio di un processo che portò prima alla beatificazione (1999) e nel 2002 alla canonizzazione: a quel punto anche il business divenne un atto di fede. Crederci per realizzarlo.

I frati inizialmente pensarono ad un edificio per contenere 25 mila persone, poi ridimensionate a 10 mila.

Affidarono il progetto a Renzo Piano che realizzò qualcosa di troppo avveniristico e imponente per rappresentare chi aveva sempre indossato un saio e sandali consunti. La nuova chiesa venne inaugurata nel 2004 e un percorso di 54 mosaici d’ oro ci porta fino alla cripta del santo. Tutto quell’ oro (per diversi milioni di euro) è stato ricavato dalla fusione di chili di anelli, bracciali e medagliette lasciati dai fedeli per grazie ricevute.
Poi ci basta girare l’ angolo e salire delle scale per imbatterci nella piccola cella numero 5 dove Padre Pio ha vissuto, lavorato e pregato: un giaciglio con sopra il crocifisso, il comodino cone la statuetta della Madonna, un inginocchiatoio, un tavolino, le pantofole e poco altro. Altro che quella sfacciata, opulenta e vergognosa pioggia d’ oro…

Padre Pio avrebbe accettato poco o nulla di quello che gli è stato costruito intorno. Nei passaggi tra le due chiese c’ è un percorso che t’ infila in negozi di souvenir, ti conduce alle benedizioni di gruppo, ti sollecita contributi per la chiesa, la casa per i sacerdoti anziani, l’ impegno missionario nel Ciad e nella Repubblica Centrafricana. Con un’ offerta minima di 10 euro i frati ti assicurano entro un mese la celebrazione di «una Santa Messa secondo le vostre intenzioni» e ti donano un’ immaginetta plastificata con un’ invocazione e un tondino in rilievo che, per chi se la beve, è un frammento del saio di Padre Pio. Però per la Chiesa quello “furbo” è Salvini.

«Padre Pio ci ha insegnato a non giudicare ma ad ascoltare – mi racconta Anna, da 20 anni alle dipendenze del Convento -. Se le parole di Salvini fossero riuscite a svegliare anche solo un’ anima addormentata, il nostro frate sarebbe felice». Vado a Messa nella chiesa antica. Al termine, seduta sulla mia panca, fotografo con discrezione e da lontano alcune suore in preghiera. Quando sto per andarmene, una giovane suora m’ insegue e insiste per farmi cancellare le foto dove lei non è neppure presente. Le chiedo il motivo, non avendo “rubato” o profanato nulla. Come un avvocato, mi esterna i concetti di privacy, di luogo sacro, di rispetto dell’ abito religioso dimenticandosi che per mesi suor Cristina ha ballato con le stelle in tv. «Dio è di tutti» aveva tuonato il cardinale Pietro Parolin contro Salvini, ma proprio di tutti non è, se mi è proibito “coglierlo” nelle preghiere di quattro suore. «I giovani da qui se ne vanno – mi aveva spiegato Anna -. O lavori per il Convento o alla Casa sollievo della sofferenza, la struttura sanitaria inaugurata dal frate nel 1956. Ha 1000 posti letti e gestisce quasi 60 mila ricoveri ogni anno». L’ ospedale lavora tanto e bene (qui nel 2012, ad esempio, è stato effettuato il primo trapianto di cellule staminali), richiama pazienti e famigliari da tutta Italia.

Turismo – San Giovanni Rotondo ha sicuramente peccato di supponenza costruendo un’ infinità di alberghi, ristoranti e b&b che oggi stanno chiudendo, giocando al ribasso o riconvertendosi in abitazioni civili perché, anche da queste parti, il turismo sta convertendosi al mordi e fuggi: tutto in giornata, spesso con i panini portati da casa.
Regge invece il mercato dei souvenir con prezzi da far impallidire i cinesi. Oggetti talmente brutti che è una bestemmia accostarli al volto e alle frasi di Padre Pio: braccialetti da 50 centesimi, statuette da un euro, il cuore per la suocera, la coccinella portafortuna, l’ orologio da taschino, il portachiavi a sandalo, acquasantiere…. Insieme ci trovate pure le orecchiette, l’ amaro santo, il caciocavallo, i taralli, l’ olio, tisane, creme e unguenti. C’ è pure una farmacia Padre Pio, a San Martino Sannita (Bn), a 150 km dal santuario: grazie all’ e-commerce può spedire ovunque. Questo mese propone un’ offerta imperdibile: le compresse Vigorman a metà prezzo. Inutile dirvi a cosa servono.

di Paola Pellai

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Fonte: liberoquotidiano

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