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Latitante da 3 anni, girava con documenti falsi: arrestato a Dalmine

Domenica 9 giugno, una pattuglia di Baschi Verdi della Compagnia Guardia di Finanza di Bergamo, in servizio di controllo del territorio, ha tratto in arresto un trentaquattrenne di origini marocchine, domiciliato nella Bassa Bergamasca, con diversi precedenti a carico, sul quale pendeva un ordine di cattura – datato 2016 – della Procura della Repubblica di Torino.

Un provvedimento emesso dalla magistratura piemontese a seguito di un cumulo di pene inflitte all’extracomunitario, condannato a 5 anni di reclusione per il reato di contraffazione
di documenti e per aver violato la normativa sull’immigrazione. L’uomo è risultato destinatario anche di un mandato di arresto europeo, in corso di acquisizione dalle autorità straniere.

Erano le 10.40 di domenica quando i Finanzieri, in perlustrazione a Dalmine, hanno notato stazionare una macchina con a bordo due persone nei pressi di un parcheggio pubblico. E’ stato così che i militari si sono avvicinati all’autovettura. I due passeggeri, un italiano e un nordafricano, senza tradire particolare nervosismo, hanno mostrato i propri documenti.

In particolare, il cittadino extracomunitario ha esibito agli operanti una carta d’identità successivamente risultata contraffatta. Il documento ha insospettito i Finanzieri ai quali non è sfuggito che lo stesso riportava la foto della persona fermata, ma i dati di un uomo, sempre di origini marocchine – immune da precedenti di polizia – di 45 anni e dunque con un’età non proprio compatibile con l’aspetto della persona controllata, di dieci anni più giovane.

Attraverso il tablet in dotazione a tutte le pattuglie della Guardia di Finanza che operano sul territorio, collegato all’applicativo GRIFO (che permette la consultazione in tempo reale delle banche dati in uso al Corpo) i militari hanno potuto acquisire – a video – la patente di guida dell’intestatario della carta d’identità loro esibita, che riproduceva una fotografia di una persona diversa da quella fermata.

A quel punto, vistosi scoperto, l’uomo ha dichiarato la sua reale identità, confessando di aver contraffatto il documento. Sempre grazie all’applicativo “GRIFO” i Finanzieri hanno potuto verificare l’esistenza nei confronti dello straniero dei due provvedimenti di cattura, uno italiano e l’altro europeo e lo hanno immediatamente condotto in caserma per i rilievi foto-dattiloscopici di rito. Al termine delle operazioni, una volta avvisato il Pubblico Ministero di turno, l’extracomunitario è stato portato in carcere, a Bergamo, dove dovrà scontare cinque anni di reclusione e rispondere
di un’ulteriore accusa, l’uso di documenti falsi, grazie ai quali è riuscito a mascherare la sua reale identità ed a sfuggire per diversi anni ai controlli di polizia.

L’attività che ha portato alla cattura del latitante rientra nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio svolti dalla Guardia di Finanza per il contrasto all’illegalità economico – finanziaria ed ai traffici illeciti in genere.


Fonte: bergamonews.it

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