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La polizia segue un pregiudicao e sventa una rapina alle Poste di Casale

Nel mese di gennaio scorso, personale della Squadra Mobile della Questura di Torino, coadiuvato dai colleghi della Squadra Mobile della Questura di Alessandria e del Commissariato di P.S. di “Casale Monferrato”, avviava un’attività mirata alla repressione dei reati contro il patrimonio.

Nello specifico, da attività tecnica, emergeva come P.V., pluripregiudicato per specifici reati, stava contattando altri soggetti con i medesimi trascorsi penali. Il modus operandi rispecchiava in toto quello già utilizzato dal soggetto in passato con appuntamenti effettuati in luoghi solo a loro noti. Per tali motivi si riteneva imminente un assalto ad un obiettivo non ancora individuato.

Dai numerosissimi servizi di pedinamento si notava che P.V. contattava dei soggetti che avevano numerosi precedenti per rapina e si muovevano apparentemente senza meta, tuttavia, attraverso i servizi di osservazione, veniva ristretto il numero degli obiettivi possibili. Il più probabile di questi veniva individuato nell’ufficio postale “centrale” di Casale Monferrato (AL), che poteva corrispondere alla media degli obiettivi colpiti in passato dai soggetti identificati che avevano più volte razziato istituti bancari e filiali postali di considerevoli dimensioni.

Nella prima mattinata odierna, il gruppo criminale si muoveva alla volta dell’ufficio postale sopra indicato. Il personale dipendente, già allertato da precedenti movimenti sospetti, decideva di anticiparli e monitorare gli avvenimenti unitamente ai colleghi di Alessandria e quelli del Commissariato di “Casale Monferrato”.

Dal servizio di osservazione si notava che appena arrivata la direttrice dell’Ufficio postale, il commando iniziava le manovre di avvicinamento per la commissione del delitto. D’intesa con l’AG, grazie alla prontezza ed all’esperienza degli operatori intervenuti, si riusciva ad anticipare le manovre dei rapinatori bloccandoli tutti e quattro prima della commissione della rapina.

Una volta neutralizzata l’azione, si rinvenivano: un revolver calibro 38 con matricola abrasa completa di munizionamento (arma clandestina nella disponibilità del P.V.); telefoni dedicati; travisamenti e guanti per tutti i componenti della banda; una Fiat Panda rubata con apposte altre targhe sottratte ad un’altra auto simile ed un furgone pronto per darsi alla fuga una volta abbandonata l’auto rubata.

Il materiale in sequestro connota lo spessore criminale dei soggetti che avevano pensato quasi a tutto (auto rubata, targhe trafugate la sera prima, telefoni dedicati, travisamenti ed ulteriore mezzo per la fuga collettiva), ma non al fatto che, questa volta, la Polizia era sulle loro tracce da tempo.

A seguito dei fatti, venivano quindi tratti in arresto:

P.V., nato nel 1956, pluripregiudicato, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma a seguito della rapina ad un ufficio Postale nel Giugno 2018;
F.P.G., nato nel 1954, pluripregiuidicato;
D.A., nato nel 1960, pregiudicato;
B.A., nata nel 1977.

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Fonte: quotidianopiemontese.it

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