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la mamma della 15enne morta nel terremoto di Amatrice diventa soccorritore per sopravvivere al dolore

Non si muore davvero fino a quando non si viene dimenticati. Questa grande verità è alla base della scelta della mamma di Arianna Masciarelli, la 15enne morta a causa del terribile terremoto che ha sconvolto il centro Italia il 24 Agosto 2016. La ragazza era andata con il papà a trovare i nonni a Pescara del Tronto e il crollo dell’abitazione aveva provocato la sua morte.

La mamma, per sopravvivere al grande dolore, si era data da fare per realizzare uno dei grandi sogni di Arianna: aiutare gli altri. Così è nata l’idea di una associazione, Il Sorriso di Arianna. Nata dopo tre mesi dalla tragedia, l’associazione vuole manifestare il desiderio espresso della piccola Arianna di condivisione e mutuo-aiuto per chi è in difficoltà, con l’obiettivo di interpretare quello che ad Arianna sarebbe piaciuto fare.

E ora un altro tassello in questo strano disegno del destino: Manuela Emili, la mamma di Arianna, è diventata soccorritore volontario.

“Il dolore, quello vero, può annientare – spiega Manuela – Sì, eccome se può, ma in fondo possiamo sempre scegliere. Solo due possibilità, tu o lui…..io ho scelto, ho scelto di vivere mia figlia cambiando la modalità delle nostre chiacchierate, passeggiate, della nostra quotidianità”.

“Con Arianna – prosegue Manuela – avevamo parlato dell’importanza di aiutare gli altri, di fare in modo che la nostra vita su questa terra sia utile a qualcun altro. Quel maledetto giorno avrebbe potuto mandare all’aria tutto, ma questo accadrà solo se noi lo permetteremo e noi non abbiamo intenzione di mollare. Proprio quel giorno ho visto e sentito sulla pelle quanto possa essere importante l’intervento di un soccorritore, è l’unica emozione positiva che ricordo di quei momenti. Così, insieme agli amici più cari, ho fondato l’associazione onlus Il Sorriso di Arianna e ho conosciuto tante belle persone, che ogni giorno si danno agli altri, anche altri genitori che hanno fatto la mia stessa scelta o altri che si sono uniti a noi. Tra questi i volontari di Misericordia, i quali mi hanno dato la possibilità di realizzare il nostro sogno: diventare soccorritore volontario! Ieri ho potuto andare in servizio per la prima volta, un’emozione unica, perché in questa vita l’unica emozione positiva è darsi agli altri, l’unico obiettivo che ti fa alzare la mattina quando scopri che hai di nuovo aperto gli occhi e dovrai sopportare un altro giorno”.


Fonte: ilcorrieredellacitta.com

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