I sodalizi criminali che operano sul territorio della provincia di Salerno, oltre ai consolidati affari illeciti hanno rivolto la propria attenzione, attraverso tecniche di infiltrazione nel tessuto socio-economico, politico e imprenditoriale locale finalizzate al controllo di settori nevralgici dell’economia provinciale ed al condizionamento di Enti territoriali e Comuni. Particolare interesse viene rivolto alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. 

E’ quanto si legge nella relazione della Direzione investigativa antimafia, relativa ai primi sei mesi del 2018, pubblicata quest’oggi sul sito istituzionale. La sezione Dia di Salerno è diretta dal colonnello Giulio Pini.

L’azione di contrasto svolta, nel tempo, dall’Autorità Giudiziaria e dalle Forze di polizia presenti sul territorio della provincia di Salerno ha disarticolato le storiche organizzazioni camorristiche, determinando dei vuoti di potere e, la rapida ascesa di piccoli gruppi criminali, composti da giovani spregiudicati protesi essenzialmente a ritagliarsi spazio sul territorio per la gestione degli affari illeciti, anche mediante la commissione di delitti che hanno destabilizzato l’ordine e della sicurezza pubblica. 

A fronte di questa fluidità criminale, gli affiliati di riferimento degli storici clan hanno mostrato di prediligere una minore visibilità e hanno progressivamente celato le tipiche condotte illecite della criminalità organizzata, prediligendo condotte delittuose a minore impatto sociale, ma in grado comunque di assicurare un profitto considerevole. 

In ogni caso, permangono importanti collegamenti dei sodalizi più strutturati dell’Agro nocerino-sarnese e della Piana del Sele con le paritetiche organizzazioni del napoletano e del casertano, non solo nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti ma anche nell’infiltrazione negli appalti sia per la realizzazione di opere pubbliche sia per la fornitura di servizi e manutenzione delle infrastrutture e dei beni demaniali. Particolare attenzione merita la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti che attrae non solo l’interesse della criminalità organizzata ma anche di imprenditori del settore e di amministratori pubblici infedeli.

Pina Ferro