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I giovani della Ponchia: “La Kascina? Non ha bisogno di una nuova destinazione”

“Caro Giorgio Gori, le scriviamo questa lettera sperando di essere ascoltati almeno questa volta, visto il suo silenzio sulla Cascina degli ultimi 4 anni. Finalmente si interessa a noi, anche se accusarci di “chiusura sulle barricate” sappiamo bene essere falso: siamo sempre stati disponibili ad un confronto e ad una discussione costruttiva su progettualità e socialità.”

È così che i giovani della Kascina Ponchia (nel quartiere di Monterosso) che da cinque anni si occupano della vita del centro sociale, vogliono iniziare il loro messaggio destinato al sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, dopo che è intervenuto sull’argomento in seguito alla lettera del marito della partigiana Cocca, a cui è intitolata la struttura, con l’appello di “non cancellare” Cascina Ponchia.

LEGGI QUI: Gori: “A cascina Ponchia le donne vittime di violenza, quale destinazione più nobile?”

“Ci fa sorridere il fatto che per lei “ricerca del confronto” voglia dire calare progetti dall’alto e mettere pezze
in maniera totalmente opportunistica, a seconda del problema del momento. È apprezzabile il fatto che si interessi alla questione delle donne in difficoltà, ma sappiamo benissimo tutti che soluzioni di questo tipo potrebbero essere trovate facilmente in altri luoghi e con tempi e soprattutto investimenti sicuramente minori a quelli che prospettate per la Kascina. Detto ciò, noi rimaniamo comunque disponibili a farvi visitare gli ambienti della Ponchia: vi invitiamo domenica 17 febbraio alle ore 14 per ispezionare lo stabile, sperando che almeno questa volta vi presentiate, e che non vi comportiate come per gli altri due appuntamenti concordati, ai quali non avete atteso.” E il Comune ha già riposto che sarà disponibile per il sopralluogo di domenica 17 e che, questa volta, non mancherà all’appuntamento con i ragazzi.

Non pensate inoltre che non ci stiano a cuore le condizioni dello stabile: abbiamo sempre tenuto monitorata la situazione, lavorando con i mezzi a nostra disposizione per mantenere la struttura, tanto da far partire anche una raccolta fondi per sistemare alcuni problemi del tetto, emersi a seguito di varie ispezioni e valutazioni da parte di professionisti. Facciamo presente che quando parlate delle “attività sempre più sporadiche” della Kascina, non tenete in considerazione il fatto che in 5 anni ci siano state circa 650 iniziative aperte a tutta la cittadinanza, alcune partecipate anche da membri del suo stesso consiglio comunale.

Non contiamo le innumerevoli assemblee che affrontiamo per portare avanti i nostri progetti ed il nostro spazio, per il quale la sua amministrazione non ha mai dimostrato interesse: in realtà fate finta di essere informati. In ultimo, lasci stare le sue valutazioni sull’umanità, sull’antifascismo e soprattutto sulla Cocca, dalla quale lei purtroppo non ha imparato proprio nulla: se fosse ancora tra noi la farebbe vergognare delle sue stesse parole.

Attendendiamo suo gentile riscontro e aspettiamo i suoi tecnici domenica.

L’assemblea della Kascina Autogestita Popolare Angelica “Cocca” Casile”

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Fonte: bergamonews.it

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