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I fatti di Torre Maura dimostrano quanto sia debole la nostra memoria

Nei giorni scorsi, a Torre  Maura, quartiere periferico di Roma, sono accaduti fatti che ci dimostrano ancora una volta quanto sia debole e malferma la nostra memoria. L’amministrazione comunale ha disposto il trasferimento di circa 70 persone di etnia rom, da un insediamento a Torre Angela, per il quale non c’era stato alcun reclamo da parte dei residenti, all’immobile di via Codirossoni a Torre Maura, zona non distante dalla precedente, senza coinvolgere gli abitanti di Torre Maura né tantomeno il Municipio di competenza, il VI. Il delegato alla sicurezza del Comune ha dichiarato che questo trasferimento era un atto dovuto ma senza spiegarne il perché, alla faccia della trasparenza sbandierata dal movimento 5stelle. Un’ operazione fallimentare fin dall’inizio, gestita ancora peggio. Se si trattava, appunto, di un atto dovuto, non dovevano tornare indietro a seguito delle proteste, anche dure, da parte dei residenti, ma si sarebbe dovuto aprire con loro, anche se in ritardo, un confronto chiaro ed esplicativo. L’amministrazione 5stelle ha dichiarato che l’operazione è parte integrante del progetto per il superamento dei campi rom e per puntare all’inclusione. Questo è un altro progetto fallito dalla nascita in quanto alcuni dei 70 rom coinvolti a Torre Maura, sono arrivati dal Camping river… Sembra che la chiusura dei campi stia trasferendo il problema, semplicemente dalle strutture fatiscenti: roulotte, camper e baracche, alle strutture in muratura, che però non risolvono l’inclusione dei nuovi arrivati con la comunità, e coinvolgono nelle tensioni anche coloro, tra i rom, che tra mille difficoltà lo stanno effettuando quel percorso, con la frequenza scolastica dei figli.

Le proteste degli abitanti non possono essere condivisibili quando portano alle violenze, all’incendio dei cassonetti e addirittura di un’automobile e a calpestare il pane per non farlo distribuire. Dopo le proteste sono arrivati tutti i mezzi di comunicazione che fino al giorno prima avevano dedicato ai vari problemi di Torre Maura, come di altri quartieri periferici, solo trafiletti di stampa se non addirittura niente. I mezzi di informazione, che non ci sono quando gli abitanti delle periferie tappano da soli le buche o puliscono parchi e strade e organizzano attività di qualsiasi tipo che servano a migliorare la vita dei quartieri. I giornalisti, in questi giorni, hanno realizzato decine di interviste ma sui giornali o in televisione sono arrivate solamente quelle più becere, anche con parolacce e affermazioni razziste, mentre quelle effettuate a persone pacate e tranquille sono rimaste sui taccuini o in archivio.

La politica, come spesso succede, ha utilizzato l’esasperazione degli abitanti per meri fini politici. Le urla da parte della Destra più estrema e la tardiva e inutile presenza dei cosiddetti antifascisti… I problemi delle periferie gli interessavano meno quando avevano loro la maggioranza al Comune e al Municipio.    

E infine i cittadini. Alcuni abitanti di Torre Maura, in particolar modo i residenti nelle case popolari ISVEUR, non hanno memoria storica in quanto anche loro, quando gli furono assegnate le case, nel 1977, erano considerati “Diversi”, “Gente da tenere a distanza” e che avrebbero portato degrado e confusione: erano chiamati “Quelli delle case popolari”. Mentre gli altri abitanti, quelli che avevano costruito abusibamemte, per necessità, devono ringraziare i “diversi” delle case popolari che hanno combattuto per avere strade, servizi pubblici e mezzi di trasporto che fino ad allora non erano arrivati. Esercitare la memoria, non cedere ai facili pregiudizi, può aiutarci a vivere meglio e capire di più il nostro prossimo.

 

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Fonte: ilquotidianodellazio.it

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