Conosciuto con il soprannome di “o gravunaro”, è morto in ospedale a Parma il noto boss Mario Fabbroncino, tra i nemici più spietati di Raffaele Cutolo, detto “o professore”.

Fabbrocino, era malato da tempo e dal 14 agosto del 2005 stava scontando diverse condanne tra le quali una all’ergastolo per il duplice omicidio di Salvatore Batti e di Roberto Cutolo, figlio del boss. Originario di San Giuseppe Vesuviano, nel 1982 si era distaccato da Michele Zaza, referente di Cosa nostra a Napoli e, con i fratelli Russo di San Paolo Belsito e Salvatore D’Avino di Somma Vesuviana aveva dato vita ad un clan autonomo al fine di controllare il vasto territorio tra il nolano e il Vesuvio, in modo particolare, i paesi di San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno. 

Fu uno dei promotori del sodalizio “Nuova Famiglia”, la quale fronteggiava la Nuova Camorra Organizzata. Cugino di Carmine Alfieri, detto “o’ ‘ntufato’, alleato di Antonio Gava.

ll 22 settembre 1987, mentre Mario Fabbrocino era detenuto nel carcere di Bellizzi Irpino, gli furono concessi gli arresti domiciliari in clinica, per curarsi da un gravissimo stato di salute, ma il 14 novembre, circa un mese dopo, si diede alla fuga e rimase latitante per ben 10 anni.  Fu poi arrestato, i primi di settembre del 1997 a San Martin, trenta chilometri circa da Buenos Aires, in Argentina e successibamente i maniera definitiva nel  2005 con l’accusa di duplice omicidio.