Luca Gentile non è stato ritenuto credibile dai giudici della Corte di Assise e di Appello di Salerno. Il giovane nel corso del processo di secondo grado aveva affermato che a far sparire il coltello con il quale aveva ucciso il suocero sarebbe stata la sua ex Daniela Tura. La non credibilità dell’imputato è riportata nelle motivazioni della sentenza depositate nei giorni scorsi e che vede il ragazzo del centro storico condannato a 16 anni e 8 mesi.  

“La precisazione resa in Appello – che sarebbe stata addirittura Daniela Tura a far sparire il coltello nel tentativo di favorirlo perchè ivi si trovavano le tracce delle sue impronte – è del tutto tardiva e non credibile anche perchè non dà alcuna contezza della ragione in omaggio alla quale nelle cinque versioni precedenti aveva sempre sostenuto di avere portato con sé il coltello…”.  

I giudici  hanno anche ritenuto infondata l’attenuante della provocazione: “In primo luogo perchè pur volendo sottolineare la gelosia, essa era stata in qualche modo indotta da un contesto di relazione pregressa al quale non era rimasto estraneo l’imputato. Ad ogni buon conto, resta decisivo il rilievo che mancherebbe anche in tal caso, qualsiasi adeguatezza nella risposta, perchè il Tura avrebbe potuto essere allontanato dai due ragazzi. Oltretutto Daniela nemmeno viveva con il padre, da tempo separato. Invece l’imputato ha pensato di regolare la vicenda andando a casa della vittima armato di un coltello…..Il Gentile nell’armarsi e nel dirigersi verso la casa del Tura aveva egli stesso imbastito un’azione delittuosa niente affatto lecita neppure in tale fase iniziale”.

Pina Ferro