“Dateci tutto l’oro che avete, altrimenti vi ammazziamo”, avevano gridato ad una 48enne ed alla figlia. Poi avevano puntato un cacciavite alla gola della donna ed avevano continuato a minacciarla: “Se non ci dai tutto ciò che hai, ti uccido”.

Era il 20 febbraio del 2011, e quella rapina compiuta in un’abitazione di Arpaia era finita al centro di un’indagine ora sfociata nella sentenza con la quale il Tribunale ha assolto, per non aver commesso il fatto, Carmine Itri (avvocato Pierluigi Pugliese), 36 anni, e Luigi Noviello (avvocati Mario Cecere), 39 anni, di Arpaia.

Si tratta delle due persone spedite a giudizio perchè ritenute responsabili di una irruzione che aveva comprensibilmente terrorizzato le vittime. Stavano dormendo, erano state svegliate dall’abbaiare dei cani ed avevano dovuto fare i conti con due uomini, volto scoperto ed armati di cacciavite, che si erano introdotti in casa dopo aver forzato una finestra al piano superiore.

Un raid che aveva fruttato 1000 euro in contanti ed alcuni oggetti d’oro agli autori, che, prima di fuggire, avevano costretto le malcapitate a raggiungere il piano inferiore, chiudendo la porta di comunicazione con il livello superiore.

L’allarme era scattato successivamente, innescando l’attività investigativa dei carabinieri, che erano risaliti ad Itri e Noviello. Oggi la conclusione del processo e l’assoluzione dei due imputati, dei quali il pm Assunta Tillo aveva chiesto la condanna ad 8 anni.