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Chiesto il processo per venti dipendenti dell’Asp di Vibo

Sono accusati di essersi ingiustificatamente assentati dal posto di lavoro i venti dipendenti dell’Asp di Vibo Valentia, in servizio nel distretto sanitario di Serra San Bruno, per i quali la Procura di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio. L’inchiesta della Procura di Vibo e le contestazioni mosse agli indagati coprono un arco temporale che va da gennaio ad aprile dello scorso anno.

I reati ipotizzati sono quelli di truffa aggravata e continuata e false attestazioni di prestazioni lavorative. Questi i nomi dei venti indagati per i quali la Procura di Vibo ha avanzato al gup la richiesta di rinvio a giudizio: Maria Abronzino, 61 anni di Serra San Bruno (dirigente medico); Domenico Albanese, 67 anni di Serra San Bruno (collaboratore amministrativo professionale); Francesca Barbara, 55 anni di Serra San Bruno; Vito Bertucci, 46 anni di Brognaturo; Monica D’Oro, 55 anni di Serra San Bruno; Filippo Forte, 66 anni di San Nicola da Crissa; Nicola Gentile, 53 anni di Sorianello; Alberto Antonio Giancotti, 54 anni di Serra San Bruno; Vincenzo Ierace, 60 anni di Caulonia (Rc); Maria Teresa Iorfida, 61 anni di Serra San Bruno; Bruno Malvaso, 61 anni di Serra San Bruno; Salvatore Marchese, 64 anni di Spadola; Gregorio Paglianiti, 57 anni di Tropea; Eleonora Pantano, 55 anni di Ricadi; Luigino Pasquino, 59 anni di Serra San Bruno (dirigente medico, diagnostica cardiologica ambulatoriale); Maria Dolores Passante, 61 anni di Guardavalle (dirigente medico); Bruno Antonio Pisani, 56 anni di Serra San Bruno; Antonio Salvatore Scrivo, 62 anni di Brognaturo; Francesco Valente, 64 anni di Serra San Bruno; Maria Vellone, 63 anni di Serra San Bruno. L’udienza preliminare è stata fissata dinanzi al gup per il 24 settembre prossimo.

 

Le indagini

L’indagine a carico dei 20 indagati nasce nel mese di dicembre 2017 quando venivano riscontrate una serie di condotte presumibilmente illecite poste in essere da parte di un medico impiegato presso il distretto Asp di Serra San Bruno. A seguito di ciò è stata sviluppata l’attività investigativa che ha permesso di acclarare una serie di condotte poste in essere da medici, infermieri, assistenti e collaboratori. In particolare è stato riscontrato l’allontanamento volontario da parte degli indagati dal presidio pubblico senza eseguire la prescritta timbratura del cartellino elettronico in loro possesso. Così facendo, non interrompendo l’orario di lavoro, avrebbero fatto risultare come comunque svolte, nell’ambito della giornata, le ore lavorative e in taluni casi, addirittura tali condotte sono state compiute durante le ore di straordinario. In un caso è stata registrata una doppia timbratura di due cartellini differenti da parte della stessa persona. Il periodo in esame comprende i mesi da gennaio fino ad inizio maggio 2018.

 

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Fonte: lacnews24.it

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