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AVERSA. Fissati i funerali del giovane imprenditore Marco Calzolaio, morto a 28 anni per un male incurabile

AVERSA (c.d.a.) – Il rito funebre si terrà domani 12 febbraio presso la chiesa della Maria SS.Annuziata alle ore 15:30. La struggente notizia della prematura dipartita di questo giovane 28 enne ha scosso la famiglia gettando nello sconforto il padre Francesco la mamma Carmela Garofalo, il fratello Luca, la sorella Alessandra e l’amatissima fidanzata Anna.

Tante sono state le attestazioni di affetto rivolte a questo giovane che accoglieva sempre tutti con il sorriso sulle labbra nel suo bar “Crema e Cioccolata” sito in via Nobel ad Aversa.Marco era soprannominato dagli amici Iron Man sia perché era il suo personaggio preferito da bambino, ma anche perché da adulto si e dimostrato forte e coraggioso come il suo idolo,combattendo contro la malattia con tutte le forze proprio come un vero super eroe.

Abbiamo deciso di proporvi una lettera di un caro amico di famiglia scritta con il cuore:

Pierluigi M.: “Erano le 22:30 circa di una domenica, la solita intensa domenica di sport e mi stavo godendo gli ultimi istanti di relax sul divano prima di iniziare una nuova lunga settimana quando, con la mia bimba affianco a veder la tv, vedo la tua foto su un post calcistico…inizio a leggere le prime righe ma non voglio scendere all’ultima…mentre cerco di non far scendere gli. occhi sull’ultima riga, quella classica del R.I.P., dei cuori, etc, etc, mi si gela il sangue, inizio a sudare freddo, le lacrime iniziano a scendere e prima che la mia bimba se ne accorga me ne vado di là in bagno…Sono le 4:41, mi sveglio un attimo e ricomincio a piangere, a ripercorrere quelle tante coppe vinte, che dal 1997 sono esposte e visibili a chi consuma quel meraviglioso caffè di Don Gaetano, tuo nonno prima e di Franco, il tuo meraviglioso papà poi…a Le Petit caffè prima, di fronte l’Ospedale, punto di riferimento per tutti coloro che andavano a trovare i propri cari sofferenti…poi sui tre scalini nella strada per la Stazione di Aversa…ora a due passi dalla caserma…Quelle coppe son sempre li…quelle coppe mi ricordano i tuoi anni…ebbene si, perché avevi l’età’ di mio nipote, eri piccolino quando io e tuo papa’ andavamo da un campo all’altro come “cellule impazzite” a far battaglie e vincere tornei.

E tu eri li, sempre con la tua adorata famiglia, a seguirci e sostenerci..Ora ti sei trovato a battagliare contro le tue di “cellule impazzite” e lo hai fatto dando ai tuoi genitori una forza che solo Dio sa…Non lo prendevo tutti i giorni il caffè da voi, perché troppo dolce, buonissimo ma come tutte le cose buone cercavo di centellinarlo…ma quando ero stanco, quando avevo bisogno di rigenerarmi, di resettare tutto e ricominciare da zero venivo a prendere il caffè da voi…Poi siete diventati anche vicini di casa andando a dare una mano al Goldbet cafe’ e per me ogni mattina era una tappa fissa…e’ li che seppi della tua malattia, una mattina andai li e non c’eravate ne tu e ne papà e mi dissero tutto…ed e’ coi clienti di li che anche sui campi, l’ultima volta un mesetto fa, si parlava di quant’eri un ragazzo per bene, di quanto foste una famiglia per bene…

Ci ho portato mio padre, la mia famiglia per far capire loro cosa significhi prendere un ottimo caffè…ci porto da sempre la mia bimba, da quando e’ nata, e ogni volta inizio a far battute stupide, voi ridete per non piangere e non vorrei più andarmene…Mi avete fatto sentire sempre di casa, siete stati la prima “famiglia” ad adottarmi quando arrivai a fine 1996, quando Marco era un bimbo…quel bimbo che da un anno aveva deciso di generare una nuova, meravigliosa famiglia ma che non ce l’ha fatta..Sono le 5:19 e mentre scrivo e piango, la mia bimba che non sa nulla ma che evidentemente ha avvertito la mia notte insonne, non riusciva manco lei a chiudere occhio ed allora le ho acceso la tv, sta vedendo i cartoni ed io alle sue spalle scrivo e piango come un bimbo…come lo eri tu quando ti ho conosciuto…per la prima volta non le ho detto “dormi che fra poco devi andare a scuola”, perché quando non riesci a dormire e’ inutile forzare…Buon viaggio Marco, non aggiungo altro, ti chiedo solo di dar forza ad Alessandro, a Luca, a mamma, a papà, alla tua futura moglie, a tutti noi….

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Fonte: casertace.net

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