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Ampliamenti non autorizzati in zona di Porto Selvaggio, cinque denunce

NARDO’ – Il proprietario dei terreni e committente dei lavori, M.G., 49enne, è un umbro originario di Spoleto, sebbene residente a Roma. E ha collezionato due denunce nello stesso giorno, per via di ampliamenti di strutture all’interno di una zona ricadente nell’area Sic di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Con lui, sono stati denunciati anche due distinti direttori dei lavori e amministratori di imprese esecutrici. Erano all’opera in stabili vicini.

A svolgere gli accertamenti, nella zona di Nardò, sono stati i carabinieri forestali di Gallipoli. Nel primo caso, oltre al committente, sono stati deferiti R.L., 36enne di Nardò, in qualità di direttore dei lavori, e B.V., ucraino 53enne, amministratore unico di un’impresa esecutrice dei lavori con sede legale nella Capitale.

Sono ritenuti responsabili, in concorso, di aver eseguito lavori edili senza l’idoneo titolo abilitativo in relazione ai particolari vincoli presenti sull’area (fra cui paesaggistico e idrogeologico) su un immobile preesistente. Al momento del sopralluogo, si stava effettuando una ristrutturazione con diffuse modifiche interne e la formazione di nuove aperture esterne, la realizzazione di una scala interna e la modifica delle aperture, il rifacimento di un tratto del solaio di copertura, modifiche anche sui parapetti a piano copertura.

Nella parte esterna, inoltre, sono state rilevate opere recenti in calcestruzzo armato fuori terra. Sull’area i forestali hanno notato anche come fossero stai riversati residui di materiale edile utilizzati nel cantiere o derivanti da demolizione. E non è tutto, come detto, perché subito dopo, i carabinieri forestali hanno proceduto a un altro controllo, in cui il committente è stato ulteriormente denunciato con altre due persone: C.F., 35enne di Foggia, progettista delle opere, e B.T., una donna russa, 28enne, legale rappresentante dell’impresa che era al lavoro, anche questa con sede legale a Roma.

Identiche le contestazioni mosse. In questo caso, su una struttura già esistente, sono state notate opere recenti, qualificabili come interventi di manutenzione straordinaria, con modifiche interne ed esterne. Nella parte calcestruzzo armato fuori terra e anche su quest’ara, residui di materiale edile.


Fonte: lecceprima.it

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